diritti delle donne (12) donna (12) video (10) Governo (8) violenza (8) discriminazione (7) sviluppo (7) Filosofia (6) democrazia (6) evento (6) legge (6) musica (6) sottomissione (6) libertà (5) mercato del lavoro (5) India (4) Iran (4) economia (4) film (4) lapidazione (4) lavoro (4) libri (4) notizie (4) parità (4) rivoluzione (4) Amartya Sen (3) Ilva (3) Islam (3) citazioni (3) schiavitù (3) Africa (2) Inquinamento (2) Italia (2) Mutilazione Genitali Femminili (2) Peacereporter (2) Sud (2) Taranto (2) Tumori (2) arte (2) conflitti (2) diritti dell'uomo (2) diritto allo studio (2) globalizzazione (2) il fatto quotidiano (2) manifesrazione (2) pari opportunità (2) pensieri (2) quote rosa (2) sicurezza (2) società (2) sottoalimentazione (2) stato (2) tasso d'inattività (2) vittime (2) Amnesty (1) Arabia Saudita (1) Aristofane (1) Aung San Suu Kyi (1) Banca Mondiale (1) Birmania (1) Borsellino (1) CDW (1) CEDAW (1) CNR (1) Cambogia (1) Congo (1) De Andrè (1) Egitto (1) Eurostat (1) Grafico (1) Iraq (1) Istruzione (1) Kant (1) La repubblica (1) Legambiente (1) Linda Perry (1) Martha Nussbaum (1) Messico (1) Nobel Pace (1) Nord Africa (1) Norvegia (1) ONU (1) Pakistan (1) Pil (1) Sakineh (1) Sierra Leone (1) Somalia (1) Spagna (1) Tribunale Internazionale di Giustizia (1) USA (1) Women for Women international (1) Z. Bauman (1) articolo (1) boris (1) capacità (1) convegno (1) convenzione (1) dati (1) dignità (1) educazione (1) fame nel mondo (1) fotografia (1) futuro (1) letteratura (1) mafia (1) microcredito (1) militari (1) mondo (1) povertà (1) precarietà (1) risorgimento (1) statistiche (1) storia (1) torture (1) verginità (1)

mercoledì 16 febbraio 2011

La componente invisibile del risorgimento:le donne_Convegno Frascati 17/02/2011

Matilde Mantile (1799-1870)
Quando si parla di guerra  si parla sempre di uomini.
Eppure c’è un risorgimento invisibile ed è quello fatto dalle donne.
Specie nel secolo scorso il nome di una donna perbene, come la sua persona, doveva restare chiuso fra le mura domestiche e  la donna migliore era quella di cui meno si parlava fuori della casa, sia per biasimarla che per lodarla .
E’ importante  individuare quindi, all’interno di uno spazio storico come  il Risorgimento, connotato fortemente dall’immaginario maschile,la figura femminile che ha contribuito ad indicare, sostenere e realizzare il progetto indipendentista e unitario italiano.
Bisogna fare prima di tutto una premessa.
La donna  fino all’inizio dell’800 in Italia ebbe un ruolo marginale nella resistenza contro il dominatore austriaco a  differenza di quanto accadde in molti altri paesi europei.
Quì rimase emarginata dal mondo che la circondava e non impegnata in alcuna lotta per l’affermazione dei suoi diritti appunto fino all'ultimo trentennio del 1800.
In Francia il popolo femminile era già nel 700 impegnato accanto agli uomini nella lotta contro la tirannide per la difesa della libertà e dell'uguaglianza; nel corso del secolo, non solo in terra Francese ma anche in America e nei paesi nordici, nacquero i primi movimenti femministi.
 In Italia, invece, le donne rimasero chiuse nel loro piccolo mondo, fosse esso costituito dalle mura domestiche o da qualche circolo culturale.
 Anche le donne appartenenti ai ceti più alti della società, se erano impegnate socialmente, operavano solo nel campo della beneficienza.
 Tutto ciò era dovuto essenzialmente a due fattori: l'Italia era un paese molto arretrato che considerava normale che la donna si occupasse solo della casa.
 Inoltre, contribuì il fatto che nel nostro paese non fosse mai esistita una vera democrazia e quindi le donne, di fatto lontane dalla società e dalla politica, non vollero nè pensarono di lottare per conquistare un qualcosa che non avevano mai sperimentato e conoscevano solo vagamente.
 Ed è quindi nell’800 che cominciano a farsi sentire anche in Italia e ad occupare un posto determinante nelle lotte pagando anche con la vita.
 Cataloghi, films, libri letti dalle nostre bisnonne  a scopo didattico o di puro intrattenimento presentano spesso una  donna “virile” che irrompe nella scena dei conflitti politici e militari, e magari  in panni maschili.
 Infatti, all’uomo eroe,  grande statista, padre della patria, genio letterario, artistico o scientifico,  che, perseguitato, dagli governi preunitari, dopo l’Unità trova spazio e onori ai vertici delle istituzioni nazionali, si contrappongono le figure femminili “illustri” che creano note dissonanti rispetto alla rappresentazione codificata della femminilità.
 Da  una  parte  norme  e  istituzioni  che  escludono le donne  dall’esercizio delle professioni, dalla vita pubblica,  dalla dimensione politica,  e dall’altra  storie di donne che in quegli spazi erano entrate sfidando   i divieti e   i costumi.
Comunque la partecipazione femminile al Risorgimento non venne mai esaltata ed i pochi che ne hanno parlato ricordano spesso soltanto donne come Anita Garibaldi, Maria Drago, Teresa Confalonieri per il loro stretto grado di parentela con grandi patrioti italiani.
La dimensione femminile quindi della prima metà dell’800 era questa.
Le donne quindi vivevano in una situazione di inferiorità e i loro sforzi per la patria erano ripagati solo con la protezione della quale gli uomini credevano che queste avessero bisogno.
Le donne erano relegate all’ambito familiare con un’istruzione mirata solo alla loro formazione come mogli e madri e le uniche donne che potevano avere una certa importanza erano quelle appartenenti all’élite politica e culturale che si distingueva per gesta eroiche, nelle arti o nelle scienze.
Oltretutto dopo la guerra, sancita la parità formale dei diritti uomo-donna non si ritenne opportuno continuare a trattare in sede separata delle donne illustri e furono  cancellate dalla memoria collettiva la leccese Antonietta De Pace, Enrichetta Di Lorenzo,  compagna di Carlo Pisacane e patriota  militante, e tante altre.
Eppure 15 donne risultano essere state uccise in quella terribile giornata del ‘48 a Napoli ma non ve n’è nessuna tra i feriti. In realtà la fonte da cui è ricavato il numero di feriti si riferisce esclusivamente ad ospedali maschili – la Trinità e i Pellegrini – che non accoglievano donne (le quali venivano portate, se ferite, agli Incurabili).
Né troveremo tracce delle donne del passato nelle memorie e rappresentazioni ufficiali degli apparati istituzionali o accademici, perché le donne erano escluse. Le norme giuridiche e culturali imponevano che, anche se forti e influenti, restassero celate dietro il soggetto maschile che le rappresentava sulla scena pubblica.
Ma le incontriamo però nella memoria dei familiari e di tutti coloro che le hanno conosciute e spesso restano nella tradizione delle comunità come sono rimaste le donne di Lungro.
Se pensiamo che al museo di Kruja in Albania quello che mi ha colpito di più e credo che colpisce tutti nel vedere la rappresentazione grafica della battaglia di  Skenderbeg contro i turchi è la numerosa presenza delle donne  che testimonia quanto possono essere forti le donne arbereshe.
Il nostro intento questa sera è quello di ricordare  alcune donne Lungresi  che hanno fatto la storia del Risorgimento con la speranza che da oggi altri di voi abbiano altre notizie magari da aggiungere alle nostre oppure anche per  conoscere eventualmente altre figure femminili che hanno partecipato anche in modo minore alle vicende.
All’ingresso c’è il modello di partecipazione che ognuno di voi può ritirare se è interessato a darci una mano per  questo lavoro e che può compilare anche in un secondo momento in quanto troverà nel foglio l’indirizzo di posta elettronica.
I ritratti di queste donne, dei i loro volti,  i giudizi e le descrizioni dei tratti del carattere, i rapporti instaurati con altre donne e uomini, come hanno vissuto  i rapporti con i loro familiari, sono notizie fondamentali per completare questo lavoro.
Il libro “Parliamo di Lungro”, del 1963 è stato lo strumento fondamentale per trovare notizie di queste patriote .
Il libro è Opera del “Comitato del Risorgimento” costituito il 2 Ottobre 1960 per il centenario dell’unità d’Italia e presieduto da Angelo Stratigò, segretario Vittorio Tufo che saluto affettuosamente, era composto di 18 membri in rappresentanza di tutto il popolo Lungrese.
Tornando alle donne, Matilde Mantile, Lucia Irianni, Maria Cucci, Cintia Mattinò si dedicarono energicamente alla questione della lotta al dominatore straniero.

Fonte:http://www.ungra.it/risorgimento/donne_ris.htm


Appuntamento a Frascati per:

Convegno: Le donne nel risorgimento. Vite coraggiose, in equilibrio fra modernità e tradizione, pregiudizio e anticonformismo ".
Il convegno approfondisce alcune figure femminili di rilievo, che hanno segnato la storia del Risorgimento italiano. Si tratta di una riflessione approfondita, condotta da quattro illustri studiose di storia e letteratura italiana.

17 febbraio ore 17,30
Sala degli Specchi del Comune
Piazza Marconi, Frascati


 

Nessun commento:

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails