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martedì 25 gennaio 2011

Scusa ma ti chiamo _ _ _ _ _ (ci siamo capiti)

Ancora una volta, a mio parere, la figura pessima in queste indecenti vicende la stanno portando avanti le donne. Due tipi di donne, quelle che offrono il proprio corpo con l’aspettativa di trarre del vantaggio che può assumere molteplici forme e quelle che da buone cortigiane utilizzano la parola per difendere l’ormai nota attitudine di alcuni membri del palazzo di creare occasioni  in cui è consentita anche la sovversione della legge. Quanto detto non è per sminuire il comportamento immorale e illegittimo del “Presidente” e/o di chi per lui, non per è per dar vita a colpe e poi distribuirle in maniera equa. Penso sia giusto osservare questo ammasso di letame da tutti i punti vista partendo dalle possibili sorgenti. Ebbene, il problema è come sempre a monte. Non ho voglia di stare a giudicare chi nel corso della propria vita è dovuto scendere a compromessi per riuscire a garantirsi un minimo di sopravvivenza, ma ho voglia di puntare il dito verso tutte quelle donne che intendono concretizzare le loro malate aspirazioni attraverso una triviale scorciatoia che  spalanca le porte ad uno stato di permanente subalternità e sottomissione, appagate anche solo dalla luce dei loro diamanti. Uscire e riscattarsi da certi automatismi sarebbe già un risultato sublime. Pensare che il vecchio Collocamento, ormai sostituito dagli Spi (servizi per l’impiego), ha trasferito la sua sede centrale ad Arcore con possibili succursali in Sardegna è davvero drammatico. Drammatico per chi sta a guardare la tv dopo una giornata in fabbrica di 10 ore con 30 minuti di pausa.  E a voi cortigiane dico: ponete fine al flusso delle vostre parole-spugna (per dirla alla Tom Robbins), per evitare che, una volta strizzate, un’onda anomala di servilismo, ipocrisia e sudiciume ricopra quella parte (convinta che sia ancora molto estesa) di terreno rimasto fertile.

N.B.: Nel corso delle pubblicazioni dei post sono solita accompagnare le parole a delle immagini. Non posso.

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