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mercoledì 27 ottobre 2010

Le quote rosa si, ma questo no.

Per chi soggiorna a volte su questo sito e non è italiano/a questa persona è un MINISTRO, specificatamente  delle pari opportunità.Per coloro che come me lo sanno già, condividete con me questo senso di tristezza.



Citando..




"..e mentre commettono ingiustizie con la stessa facilità con cui si beve un bicchiere d'acqua, vogliono farsi passare per nazioni elette in fatto di ortodossa osservanza del diritto."


 (I. KANT, Per la pace perpetua)

venerdì 22 ottobre 2010

CIAO UCCIO

Mancherai..

domenica 17 ottobre 2010

Congo, migliaia di donne in marcia contro gli stupri

 BUKAVU (Repubblica Democratica del Congo) - E' la marcia della ribellione, della protesta, ma anche la marcia della denuncia quella di migliaia di donne congolesi, scese oggi in piazza per protestare contro i gruppi armati di ribelli, autori di stupri di massa.

LA MARCIA. A organizzare la manifestazione a Bukavu (Repubblica democratica del Congo, ex Zaire) è il movimento femminista internazionale, associazione che ha sede in Brasile e che si batte per i diritti delle donne. La manifestazione ha chiuso una settimana di convegni e dibattiti organizzata dal movimento. Per le strade sono scese centinaia di ragazze e madri, arrivate dal Sud Kivu, la più tormentata regione del Congo di cui Bukavu è capoluogo e della quale i governativi di Kinshasa ancora non riescono a prendere il totale controllo, lasciando la popolazione civile esposta ai peggiori soprusi e violenze.

PARTECIPANTI. Tra le manifestanti, almeno duecento provenivano da altri 43 Paesi. Tra la folla si vedevano striscioni e scritte come "No allo stupro come arma di guerra", "No al terrorismo sessuale" e "Potere alle donne e alle ragazze". Una ragazza che ha partecipato alla marcia ha commentato: "Sono anni che cerchiamo di farci sentire e oggi abbiamo l'impressione che finalmente la comunità internazionale cominci a interessarsi veramente ai nostri problemi. Bisogna combattere contro l'impunità, bisogna che gli autori degli stupri siano condannati. Solo ciò permetterà alle donne violentate di riottenere la loro dignità''.

STUPRI DI MASSA. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, solo nel 2009 e solo nell'est del Congo, oltre 15.000 donne sono state stuprate da uomini appartenenti a milizie ribelli, ma anche da soldati dell'esercito regolare. Un altro recente studio , sempre delle Nazioni Unite, ne denuncia almeno altri trecento nei primi mesi del 2010.

Fonte: TG1 online. domenica, 17 ottobre 2010.

lunedì 11 ottobre 2010

Citando..








 "se la guerra è affare da uomini, impedire la guerra è affare da donne".


ARISTOFANE, Lisistrata.

domenica 3 ottobre 2010

Internazionale a Roma dal 6 al 10 Ottobre

un progetto a cura di CineAgenzia
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Internazionale porta al Palazzo delle Esposizioni i migliori documentari prodotti nell'ultima stagione, selezionati per il festival che la rivista organizza da anni a Ferrara e che si è imposto come uno degli appuntamenti più interessanti e innovativi nel panorama culturale nazionale. Il pubblico della capitale avrà così l'occasione di condividere una delle importanti sezioni che compongono la manifestazione, la rassegna di documentari, pensata come l'indice di un ipotetico numero del settimanale, fatto questa volta non di testi e fotografie ma di immagini in movimento, con la stessa attenzione per la qualità dell'informazione e della "scrittura" e uno sguardo attento sull'attualità internazionale.
Grazie alla collaborazione tra Internazionale e il Palazzo delle Esposizioni l'intero programma di documentari vedrà la presenza di ospiti e di redattori del settimanale, che presenteranno al pubblico le proiezioni e i temi dei film, spesso ignorati dai media dominanti, se non quando si impongono con i toni dell'emergenza. A legare i film scelti non è la geografia, visto lo sforzo di andare a toccare i paesi più lontani, dal Nicaragua alla Corea del Nord, dall'Islanda alla Sierra Leone, né un tema dominante, poiché i documentari affrontano questioni diverse, per quanto inevitabilmente interdipendenti, come crisi economica, diritti umani, migrazioni e conflitti. A emergere come elemento unificante è piuttosto la necessità di guardare queste immagini, e la realtà che ci circonda, senza fidarci troppo delle apparenze e del nostro stesso punto di vista: è la prima lezione di ogni reporter, è quello che ognuno di noi deve allenarsi a fare per affrontare la complessità del mondo e smontare la banalità dei pregiudizi.



06/10/2010 21:00
The Red Chapel - documentario
Ingresso libero
di Mads Brügger. Danimarca, 2009 (88') - v.o. con sottotitoli in italiano 
Presentano Giovanni De Mauro (Direttore di Internazionale) e Sergio Fant (CineAgenzia). Alla presenza del regista Mads BrüggerUn giornalista senza scrupoli e una coppia di improbabili comici di origini coreane partono dalla Danimarca per andare in Corea del Nord. Autorizzati a entrare [...]

07/10/2010 21:00
Stolen - documentario
Ingresso libero
di Dan Fallshaw e Violeta Ayala. Australia, 2009 (77') - v.o. con sottotitoli in italiano
Presenta Sergio Fant (CineAgenzia). Partiti per documentare la situazione dei sahrawi, il popolo originario del Sahara Occidentale, due registi australiani scoprono una realtà nascosta: l'esistenza della schiavitù nei campi profughi del Fronte Polisario. Tra minacce, p [...]

08/10/2010 21:00
Last Train Home - documentario
Ingresso libero
di Lixin Fan. Canada, 2009 (87') - v.o. con sottotitoli in italiano
Presenta Junko Terao (Internazionale)
Ogni primavera le città cinesi piombano nel caos: milioni di persone si riversano nelle stazioni per andare a festeggiare il capodanno nei loro villaggi di origine. Sono soprattutto operai che lavorano nelle grandi città industriali della costa. Nel suo [...]

09/10/2010 18:30
The Town of Badante Women - documentario
Ingresso libero
di Stephan Komandarev. Bulgaria, 2009 (70') - v.o. con sottotitoli in italianoPresenta Andrea Pipino (Internazionale)
A Varshets, in Bulgaria, il tasso di disoccupazione è altissimo. Per molte donne la soluzione è andare in Italia a lavorare come badanti. Partono per stare un anno, ma spesso si fermano più a lungo. Intanto a Varshets cambia anche lo stile d [...]

09/10/2010 21:00
Bananas!* - documentario
Ingresso libero
di Fredrik Gertten. Svezia, Danimarca, 2009 (87') - v.o. con sottotitoli in italiano.
 Il Nemagon, un pesticida vietato negli Stati Uniti dal 1977, è stato usato nelle piantagioni di banane del Nicaragua, dove in alcune zone acqua, terra, cibo e perfino il latte materno sono stati contaminati, danneggiando gravemente la salute dei braccianti. Juan "Accidents" Dominguez, un avvocato [...]

10/10/2010 18:30
God Bless Iceland - documentario
Ingresso libero
di Helgi Felixson. Islanda, Germania, Svezia, 2009 (90') - v.o. con sottotitoli in italiano.
Nell'ottobre del 2008 l'Islanda è travolta da un collasso economico senza precedenti. Le tre maggiori banche nazionali falliscono nella stessa settimana e il 22 gennaio 2009 il governo si dimette, dopo settimane di violente proteste. Una delle crisi più clamorose del capitalismo globale ra [...]

10/10/2010 21:00
War Don Don - documentario
Ingresso libero
di Rebecca Richman Cohen. Stati Uniti, 2010 (85') - v.o. con sottotitoli in italiano
Presenta Jamila Mascat (Internazionale)Issa Sesay, ex comandante ribelle della Sierra Leone, aspetta il suo processo nella sede del tribunale internazionale creato dalle Nazioni Unite. È accusato di crimini contro l'umanità: arruolamento di bambini, mutilazioni, stupri e ge [...]




Per ogni disoccupata che scende c'è un'inattiva che sale



Chiara Saraceno
 Sulla scia della puntata di Presadiretta volevo pubblicare l'articolo di Chiara Saraceno uscito oggi su Repubblica nello spazio Lettere,Commenti&idee dal titolo Le Donne a caccia del lavoro.




"In controtendenza con il resto dei paesi sviluppati ed anche con quanto era avvenuto in Italia negli ultimi dieci anni, la percentuale di donne italiane che non ha, nè cerca, lavoro ha ripreso ad aumentare e riguarda oggi quasi la metà di tutte le donne in età da lavoro – una percentuale da anni sessanta. Dimentichiamo pure gli obiettivi di Lisbona, che prevedevano un tasso di occupazione (non solo di attività) femminile pari ad almeno il 60%.
Ma il fatto che la metà delle donne italiane risulta «inattiva» dovrebbe costituire un problema politico rilevante ed essere al centro dei dibattiti sullo stato non solo della nostra economia, ma della nostra società. Dovrebbe essere tra le priorità da affrontare sia da parte del governo che dell´opposizione, oltre che dei sindacati. Perché significa che la metà delle donne in età da lavoro non ha nessuna speranza di ottenere una autonomia economica ed invece deve dipendere dall´avere un marito e sperare che il matrimonio duri, senza poterne uscire se si rivelasse insopportabile. Significa che gran parte delle famiglie italiane, soprattutto, ma non solo, al Sud, ha un solo percettore di reddito, dalla stabilità ed adeguatezza del quale dipende la sopravvivenza di tutti. Al punto che quando questo marito si trova senza lavoro e senza ammortizzatori sociali e non sa dove sbattere la testa, quindi non riesce più fare fronte alle proprie responsabilità economiche, può anche decidere che non valga più la pena vivere. È successo all´operaio disoccupato di Castellammare, che non ha più retto la «vergogna» di non riuscire a mantenere moglie e figlie.
Certo, queste «inattive» in realtà sono spesso attivissime e tutt´altro che mantenute gratis. Come e più delle donne occupate, sono loro a fare miracoli con bilanci famigliari scarsi, producendo con il loro lavoro domestico e di cura enorme e indispensabile valore aggiunto. Ma questo non produce automaticamente sicurezza per loro e le loro famiglie. Anzi, ne escono indebolite nei loro diritti sociali individuali (ad una pensione decente, per esempio).
Temo tuttavia che, più che con preoccupazione, il dato sull´aumento dell´«inattività» femminile anche nell´ultimo trimestre venga letto con sollievo da chi ci governa. Perché contribuisce a ridurre il tasso di disoccupazione. Le donne che non cercano (più) lavoro escono ufficialmente dalle forze di lavoro e quindi non contano ai fini della valutazione della disoccupazione. Non sarà del tutto un caso che il dato sulla diminuzione della disoccupazione nell´ultimo trimestre coincida esattamente con quello sull´aumento delle inattive: rispettivamente meno e più 0,2%.
Oltre a fare questo regalo statistico-comunicativo a chi ci governa (per altro nel silenzio dell´opposizione), le inattive forniscono anche una legittimazione ad ogni riduzione di servizi sociali già scarsi. Che bisogno c´è di mantenere i servizi e ancora più di farne di nuovi, per bambini e persone non autosufficienti, o di avere scuole a tempo pieno e servizi mensa, se si può contare su questa schiera di nonne e mamme «inattive» e quindi indefinitamente a disposizione? E così l´inattività femminile genera perdita di lavoro e disoccupazione (per lo più femminile), parte della quale potrebbe diventare inattività e così via. Da tempo è stato mostrato che l´occupazione femminile non solo allarga la base imponibile, producendo quindi maggiori entrate fiscali, ma anche genera domanda di lavoro, soprattutto nel campo di servizi di vario genere. È ora che ci si accorga che vale anche l´effetto contrario: la disoccupazione femminile genera inattività che a sua volta produce disoccupazione.
Anche senza affrontare la questione della valorizzazione delle capacità delle donne non solo entro lo spazio familiare ma anche nella economia e nella società e neppure quella, pur cruciale in una democrazia, della uguaglianza delle opportunità, che futuro ha questa società fondata sul lavoro non riconosciuto delle donne e sulla esclusione di metà di loro dall´accesso al lavoro remunerato e quindi alla indipendenza economica? Tra un lodo, una casa a Montecarlo, una barzelletta, una battutaccia da trivio e l´altra, c´è qualcuno al governo e all´opposizione cui interessa porsi questa domanda?"


Offerta shocking by Trenitalia




  Dal 1° Ottobre le donne viaggiano gratis su tutti i treni a media e lunga percorrenza incluse le Frecce, con la famiglia tutti i giorni, in coppia il sabato.
Inoltre sono previste sui treni e nei Freccia club ,in occasione del mese della prevenzione della salute della donna, una serie di iniziative volte alla comunicazione, informazione e promozione sui temi della prevenzione, la salute, la sicurezza, i diritti e i viaggi delle donne.




 

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