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venerdì 9 luglio 2010

6 miliardi di altri

Nel 2003, dopo La Terra vista dal Cielo, Yann Arthus-Bertrand, con Sybille d’Orgeval e Baptiste Rouget-Luchaire, ha lanciato il progetto “6 billion Others”.5.000 interviste filmate in 75 pesi da 6 registi che sono andati in cerca degli Altri.
Dal pescatore brasiliano al negoziante cinese, dall'attore tedesco al contadino afgano, tutti hanno risposto alle stesse domande sulle loro paure, i loro sogni, i loro momenti difficili, le loro speranze.
"Tutto iniziò con un elicottero in panne,nel Mali. Mentre aspettavo il pilota, passai un'intera giornata conversando con uno degli abitanti del villaggio. Mi parlò della sua vita quotidiana, delle sue speranze e delle sue paure: la sua unica ambizione era dare da mangiare ai suoi figli.
Il mio lavoro come giornalista si era interrotto e io mi ritrovai improvvisamente catapultato di fronte al più elementare dei problemi. Mi guardò dritto negli occhi, rassegnato. Non chiedeva nulla, non esprimeva rancore né ostilità. Più tardi, volando al di sopra del nostro pianeta per realizzare La Terra vista dal Cielo, mi chiesi più volte cosa avrei potuto imparare dalle donne e dagli uomini che la popolavano. Sognai di comprenderne le parole, di percepire ciò che ci univa gli uni agli altri. Perché, da lassù, la Terra sembra un'immensa distesa da condividere.Ma non appena atterrai, affiorarono i problemi. Mi ritrovai la strada sbarrata da un'inflessibile burocrazia e da ostacoli posti dagli uomini, simboli della nostra difficoltà a vivere insieme.
Vivere insieme...Viviamo in un'era sorprendente. Tutto si muove a un ritmo frenetico. Ho sessant'anni e mi sembra quasi impossibile se penso a come vivevano i miei genitori. Oggi abbiamo a disposizione strumenti di comunicazione straordinari: possiamo vedere tutto, sapere tutto. La quantità di informazioni in circolazione non è mai stata così grande. Tutto ciò è molto positivo. È ironico che allo stesso tempo sappiamo ancora così poco dei nostri vicini. Ora, tuttavia, l'unica risposta possibile è fare un passo verso le altre persone, per capirle. Perché non ci sarà possibile vincere da soli le sfide del futuro, siano esse contro la povertà o contro i cambiamenti climatici. Sono finiti i tempi in cui si poteva pensare solo a se stessi o alla propria piccola comunità. D'ora in poi, non possiamo ignorare ciò che ci lega e le responsabilità che questo legame comporta.Sulla Terra, siamo più di sei miliardi, e se non riusciamo a convivere, non vi sarà alcuno sviluppo sostenibile. Ecco perché 6 billion Others è così importante per me. Credo in questo progetto perché riguarda tutti noi e perché ci spinge ad agire. Spero che ognuno di noi voglia tendere la mano e vivere questi incontri, ascoltare le altre persone e contribuire alla vita di 6 billion Others aggiungendo la propria esperienza ed esprimendo il proprio desiderio di convivere. " Y-A-B

1 commento:

  1. Grazie per l'articolo, non sapevo che ...
    Weeknd bello!

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