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domenica 11 luglio 2010

Zainab Salbi

Zainab Salbi è Fondatrice e Amministratrice delegata di Women for Women International, un'organizzazione umanitaria che aiuta le donne sopravvissute alla guerra a ricostruire le loro vite, le loro famiglie e le loro comunità. Dal 1993, l'organizzazione ha aiutatp 250.000 donne ad avere migliore accesso alle opportunità sociali ed economiche, attraverso un programma di consapevolezza dei lori diritti e competenze professionali educative, auspicando verso opportunità generatrici di reddito che contribuiscano al miglioramento della salute politica e economica delle loro società. Il programma di WfWI ha accolto leader delle comunità per lo sviluppo delle donne e ha agito su un raggio di 800.000 famiglie. Nei suoi 17 anni di vita, l'organizzazione ha distibuito 78 milioni di dollari attraverso aiuti diretti, concessioni di microcrediti e altri servizi. Salbi è stata insignita dall'ex Presidente Bill CLinton per il suo lavoro in Bosnia-Erzegovina. Gestisce un forum giovanile globale ed è membro di un forum internazionale delle donne e del Consiglio affari esteri. E' ad oggi in carica nel C.d.a. di WITNESS e membro del gruppo consultivo delle Nazioni Unite istituito nello spirito di rafforzae la cooperazione tra donne in un contesto di pace e sicurezza. Di recente ha ricevuto il premio David Rockefeller 2010 Bridging Leadership Award per il suo lavoro di aiutare le donne ,sopravvissute alle guerre, di ricostruire le loro vite. Il suo lavoro è stato descritto nei principali media, di cui 8 apparizioni in "The Oprah Winfrey show", così come la CNN, il Washington post e il New York Time. Salbi è l'autrice (insieme a Laurie Becklund) del libro TRA DUE MONDI, fuga dalla tirrania: Crescita all'ombra di Saddam, che è un resoconto della vita in Iraq e del potere che Saddam Hussein aveva sulla sua famiglia. Nel suo secondo libro, L'ALTRA FACCIA DELLA GUERRA: storie di donne di sopravvivenza e speranza, documenta storie di donne sopravvissute alla guerra. Salbi ha conseguito un master in sviluppo presso la London school di scienze economico-politiche, e una laurea in sociologia e studi delle donne presso la George Mason University. E' una blogger in Marie CLaire Magazine, e in the Huffington Post, in Twitter documenta i suoi viaggi e gli incontri con le donne di tutto il mondo.



Photo e traduzione da http://www.womenforwomen.org

venerdì 9 luglio 2010

6 miliardi di altri

Nel 2003, dopo La Terra vista dal Cielo, Yann Arthus-Bertrand, con Sybille d’Orgeval e Baptiste Rouget-Luchaire, ha lanciato il progetto “6 billion Others”.5.000 interviste filmate in 75 pesi da 6 registi che sono andati in cerca degli Altri.
Dal pescatore brasiliano al negoziante cinese, dall'attore tedesco al contadino afgano, tutti hanno risposto alle stesse domande sulle loro paure, i loro sogni, i loro momenti difficili, le loro speranze.
"Tutto iniziò con un elicottero in panne,nel Mali. Mentre aspettavo il pilota, passai un'intera giornata conversando con uno degli abitanti del villaggio. Mi parlò della sua vita quotidiana, delle sue speranze e delle sue paure: la sua unica ambizione era dare da mangiare ai suoi figli.
Il mio lavoro come giornalista si era interrotto e io mi ritrovai improvvisamente catapultato di fronte al più elementare dei problemi. Mi guardò dritto negli occhi, rassegnato. Non chiedeva nulla, non esprimeva rancore né ostilità. Più tardi, volando al di sopra del nostro pianeta per realizzare La Terra vista dal Cielo, mi chiesi più volte cosa avrei potuto imparare dalle donne e dagli uomini che la popolavano. Sognai di comprenderne le parole, di percepire ciò che ci univa gli uni agli altri. Perché, da lassù, la Terra sembra un'immensa distesa da condividere.Ma non appena atterrai, affiorarono i problemi. Mi ritrovai la strada sbarrata da un'inflessibile burocrazia e da ostacoli posti dagli uomini, simboli della nostra difficoltà a vivere insieme.
Vivere insieme...Viviamo in un'era sorprendente. Tutto si muove a un ritmo frenetico. Ho sessant'anni e mi sembra quasi impossibile se penso a come vivevano i miei genitori. Oggi abbiamo a disposizione strumenti di comunicazione straordinari: possiamo vedere tutto, sapere tutto. La quantità di informazioni in circolazione non è mai stata così grande. Tutto ciò è molto positivo. È ironico che allo stesso tempo sappiamo ancora così poco dei nostri vicini. Ora, tuttavia, l'unica risposta possibile è fare un passo verso le altre persone, per capirle. Perché non ci sarà possibile vincere da soli le sfide del futuro, siano esse contro la povertà o contro i cambiamenti climatici. Sono finiti i tempi in cui si poteva pensare solo a se stessi o alla propria piccola comunità. D'ora in poi, non possiamo ignorare ciò che ci lega e le responsabilità che questo legame comporta.Sulla Terra, siamo più di sei miliardi, e se non riusciamo a convivere, non vi sarà alcuno sviluppo sostenibile. Ecco perché 6 billion Others è così importante per me. Credo in questo progetto perché riguarda tutti noi e perché ci spinge ad agire. Spero che ognuno di noi voglia tendere la mano e vivere questi incontri, ascoltare le altre persone e contribuire alla vita di 6 billion Others aggiungendo la propria esperienza ed esprimendo il proprio desiderio di convivere. " Y-A-B

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