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lunedì 14 giugno 2010

Nussbaum & Sen

Diventare persone è il titolo di uno degli ultimi lavori della filosofa americana Martha Nussbaum; ma il titolo è accompagnato dalla dicitura che ne specifica i contenuti: Donne e universalità dei diritti rendendo facile la deduzione sulla parte a favore della quale l’autrice discorre: quella femminile. Quello che la Nussbaum persegue con energia già nelle sue opere precedenti è la ricerca di un’etica globale che tuteli una convivenza civica democratica, laddove esistano condizioni da riaffermare, e garantisca uno sviluppo civile egalitario, laddove quelle condizioni manchino. L’autrice persegue l’intento di sostituire o accompagnare il linguaggio dei “diritti umani” spesso utilizzato quale base per qualsiasi progetto democratico, con l’approccio delle capacità e del funzionamento nella vita. I veri diritti per la Nussbaum sono proprio le “capacità”, lontanissimi dalla Dichiarazione dei diritti fondamentali dell’uomo e dal contratto sociale. Quel contratto, ribatte la Nussbaum, è stilato tra persone astratte: sane, sottinteso maschi, sempre uguali e sempre alla pari. La vita vera non è così: si parte bambini, si cresce, si invecchia, ci si ammala.
In Women and Human Development. The Capabilities Approch parte dalla posizione della donna nei Paesi del Terzo Mondo, in base all’assunto che la diseguaglianza di “genere” è strettamente correlata alla povertà.
La tesi forte di Martha Nussbaum è che per arrivare a una soglia minima di rispetto della dignità umana, sia maschile che femminile, l’approccio migliore risulti quello fondato sulle capacitazioni di ogni persona. L’approccio in questione non lascia solo spazio a immaginazione e sentimenti ma fa affidamento a un piano metodologico con riferimento all’idea marxiano-aristotelica del pieno dispiegarsi delle capacità e delle funzioni umane. La Nussbaum accoglie in pieno la concezione di Marx dell’essere umano in quanto essere libero e dignitoso che plasma la propria vita conformemente a quella degli altri all’insegna della reciprocità e della cooperazione.
L’approccio delle Capabilities era stato già accennato da A.Sen, maestro della filosofa statunitense, in Development as Freedom, ma per alcuni aspetti se ne distacca.Sen definisce “capacitazioni” l’insieme delle risorse relazionali che una persona dispone, senza le quali la disponibilità delle risorse non originerebbe l’azione.Le capacitazioni di cui parla Sen rappresentano quindi in sintesi, l’insieme delle risorse relazionali di cui una persona dispone, congiunte con le sue capacità di fruirne.
Non basta che ci sia un diritto perché si trasformi in funzionamenti sociali. Per entrambi gli autori, Sen e Nussbaum, le capacità e le libertà sostanziali vengono proposte come estremamente vincolate:

in verità, al centro della lotta contro la privazione c'è, in ultima analisi, l'azione individuale; ma quella libertà di agire che possediamo in quanto individui è, nello stesso tempo, irrimediabilmente delimitata e vincolata dai percorsi sociali, politici ed economici che ci sono consentiti... Lo sviluppo consiste nell'eliminare vari tipi di illibertà che lasciano agli uomini poche scelte e poche occasioni di agire secondo ragione; eliminare tali illibertà sostanziali è un aspetto costitutivo dello sviluppo.

Elementi ostativi dello sviluppo possono essere ricercati nelle condizioni di povertà, di marginalità, di privazione; un pregio dell’approccio delle capacità consiste secondo la Nussbaum nel porre in evidenza quanto la ricchezza deve essere concepita come mezzo di pieno funzionamento umano e non come un fine. Riprendendo l’approccio di A. Sen,la Nussbaum vuole farne un uso più ricco e più ambizioso. Si impegna infatti a creare una lista aperta e rivedibile di capacità umane fondamentali che possa essere proposta come ‹‹ base per l’elaborazione di principi costituzionali fondamentali ›› che dovrebbero essere rispettati dai governi di tutte le nazioni e poter essere rivendicati dai cittadini, perché possa dirsi garantito il minimo essenziale per il rispetto della dignità umana.
La lista che propone riguarda capacità individuali, ciascuna delle quali presuppone una soglia minima, inferiore alla quale viene a mancare un vero funzionamento umano. Tra le capacità elencate troviamo: vita, salute, integrità fisica, sentimenti, la ragion pratica, appartenenza, gioco, controllo dell’ambiente politico e materiale.
L’elaborazione di norme universali che trascendono barriere culturali, religiose e di genere è una questione strategica urgente nella prospettiva del femminismo internazionale, e più in generale dal punto di vista di un governo della globalizzazione, che sappia imporre “vincoli alle scelte utilitaristiche che le nazioni possono fare”.

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