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mercoledì 24 febbraio 2010

SOMALIA:il Paese delle donne cucite

Somalia.Il fascino di ascoltare la voce delle tradizioni non sempre combacia con il sapore che ti lascia. Da un lato la cultura come qualcosa di cui abbiamo bisogno per essere umani, dall'altro la cultura che ci impedisce di essere alla pari fra esseri umani. Non è facile riuscire ad entrare negli ingranaggi di una tradizione che diventa prassi automatica senza deroghe. Abituarsi a non vivere è atroce. Il non accorgersene è disarmante. MGF. Mutilazioni Genitali Femminili. Per una spiegazione cruda ma franca: taglio del clitoride, delle piccole labbra, delle grandi labbra; cucitura delle estremità delle grandi labbra rimanenti; legare le gambe della donna per giorni fino a rimarginazione; perforazione con scheggia di legno per far fuoriuscire urina e sangue mestruale. Non è il consenso degli uomini a sorprendere, ma il fatto che tali operazioni vengono eseguite dalle donne anziane del territorio. Una tradizione che si alimenta del senso di supremazia degli uomini, e dell'essere l'unica fonte di reddito per le donne che eseguono l'infibulazione. Le conseguenze sono in crescendo: togliere alle donne il senso del piacere, condurre la donna a mero strumento di procreazione, esporla a rischi di infezione mortale. Lo Stato italiano penalizza queste pratiche. Risultato?? In Italia son 40.000 le donne infibulate. La penalizzazione ha condotto a clandestinità di tali tradizioni, e al sostenimento delle stesse al primo ritorno in patria. Sicuramente a livello normativo, il ricondurre il tutto a reato è espressione del massimo potere possibile. Intervenire in loco, mostrare e portare testimonianze di possibili vie d'uscita, motivare gli intenti, entrare nei cuori delle donne come compagne, imparare loro un mestiere, renderle consapevoli dell'opportunità di riscatto è l'azione volontaria di alcune associazioni maggiormente orientate ad affrontare la questione dal cuore alla mente.(es. AIDOS). La Legge non basta da sola. Le Sentenze non lasciano spazio a riflessione. Un'orgia culturale.

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