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venerdì 8 gennaio 2010

AMARTYA SEN

Premio Nobel per l’economia nel 1998. Non esiste chi, a parer mio, meglio di lui abbia saputo dare delle sembianze umane ai spesso ripetuti operatori economici, lasciandosi alle spalle il riduzionismo economico, l’algida concezione astratta di un individuo senza storia e senza altri moventi se non l’interesse personale. È vivo in lui il tentativo di muoversi verso il raggiungimento della libertà individuale come percorso di sviluppo. Quale libertà ci sarebbe se non quella successiva allo stabilimento di un sistema basato sulle capacità individuali? È così che insieme alla sua cara discepola Martha Nussbaum, ha reso evidente l’assenza di disparità fra individui, non naturali, ma funzionali, specchiando tale assenza in un quadro reale dove ancora sono innumerevoli fenomeni di discriminazione soprattutto di genere.

Qualche esempio di discriminazione high-te
ch.

- Disuguaglianza nella mortalità. In alcune parti del mondo la disuguaglianza fra donne e uomini assume la forma brutale di alti tassi di mortalità elevati per le donne e di una conseguente prevalenza maschile sul totale della popolazione. In società con carenti pratiche discriminatorie è possibile individuare una prevalenza femminile.

- Disuguaglianza della natalità. Una preferenza per nascituri maschi si traduce oggi nella possibilità di poter scegliere il sesso di chi “meriti di venire al mondo” non ex ante ma ex post: aborto selettivo. (pratica diffusa nel Sud-est Asiatico, Singapore e Taiwan)

- Disuguaglianza nei servizi di base. L’Afghanistan è forse l’unico Paese al mondo dove il governo è stato particolarmente impegnato a sottrarre le bambine dall’istruzione;

- Ecc.

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