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domenica 10 gennaio 2010

Valore convenzionale

La Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne (CEDAW) è stata ratificata da 186 Stati (il 90% aderenti ONU). Ma l'avranno letta??? e che valore ha un'adesione con riserve?? Nel 1951 La Corte internazionale di Giustizia si pronunciò in merito: una riserva può essere formulata se "compatibile con l'oggetto e con lo scopo del trattato" e aggiunse pure che uno Stato può contestare la riserva sostenendone l'incompatibilità.
Metà degli Stati aderenti ha apposto minimo una riserva. L'Arabia Saudita ad esempio, ne ha poste ben due di tale portata: 1. "In caso di contraddizione fra un qualsiasi termine della Convenzione e le norme della Legge islamica, il Reame non ha l’obbligo di osservare i termini contradditori della Convenzione.” 2. Il Reame non si considera legato al paragrafo 2 dell’articolo 9 della Convenzione e dal paragrafo 1 dell’articolo 29 della Convenzione.” Cosa diranno mai questi articoli??? Il paragrafo 2 dell’articolo 9 dice quanto segue:“Gli Stati in questione devono garantire alle donne eguali diritti rispetto agli uomini in rapporto alla nazionalità dei loro figli.”Il paragrafo 1 dell’articolo 29 dice:“Qualsiasi disputa fra due o più Stati in questione concernente all’interpretazione o all’applicazione della presente Convenzione che non sia stata regolamentata da Negoziati dovrebbe, sulla richiesta di uno di essi, essere sottomessa ad arbitraggio. Se entro sei mesi dalla data della richiesta d’arbitraggio le due parti non sono in grado di concordare sull’organizzazione dell’arbitraggio, ognuna delle parti potrebbe portare la disputa davanti alla Tribunale internazionale di giustizia, su richiesta, conformemente allo Statuto del Tribunale.” L'Iraq non si sottopone alle prescrizione dei paragrafi f.e g. dell'articolo 2, dei paragrafi 1 e 2 dell'art. 9 e dell'art. 16. Praticamente l'Iraq non si impegna a prendere ogni misura adeguata, comprese le disposizioni di legge, per modificare o abrogare ogni legge, disposizione, regolamento, consuetudine o pratica che costituisca discriminazione nei confronti della donna e ad abrogare tutte le disposizioni penali che costituiscono discriminazione nei confronti della donna e a prendere tutte le misure adeguate per eliminare la discriminazione nei confronti della donna in tutte lequestioni derivanti dal matrimonio e nei rapporti familiari. Sono stati riportati solo due esempi ma ricordo il numero elevato di Stati che ha ratificato con riserva e se non esagero ricordo le sopracitate parole della Corte di Giustizia di 50 anni addietro. Che valore ha l'adesione di uno Stato ad una convenzione se questo ci appone una riserva che dice chiaramente : aderisco così tacete ma non mi inguaio???

sabato 9 gennaio 2010

INDIA_storie.

“Abbas Be è una splendida ragazzina della città indiana di Hyderabad. Nella sua famiglia i soldi erano pochi, così a quattordici anni ha accettato un lavoro come domestica nella città di Nuova Delhi. Quando è arrivata in città è stata rinchiusa in un bordello, picchiata con una mazza da cricket e stuprata da un gruppo di uomini. Tre giorni dopo lei e le altra settanta ragazze del bordello hanno assistito alla “punizione esemplare” di una ragazzina che si era rifiutata di adempiere alle richieste dei clienti: è stata spogliata, legata, umiliata e presa in giro, picchiata selvaggiamente e pugnalata a morte davanti alle sue compagne. Ogni segno di ribellione di Abbas è stato punito violentemente ed altre volte ha dovuto assistere all’uccisione di sue compagne. È stata liberata con un’operazione delle forze di polizia e riportata nella sua città. Ha trovato rifugio in un organizzazione non governativa che accoglie ragazze liberate dai bordelli e insegna loro un mestiere. Lì ha iniziato a studiare e ha imparato a rilegare i libri. Grazie a questo lavoro guadagna abbastanza da contribuire alle spese scolastiche delle sorelle più piccole e per vivere decorosamente. Abbas è passata dalla condizione di schiava a quella di produttrice contribuendo allo sviluppo economico. “

Fonte: Nicholas D. Kristof. Sheryl WuDunn. Internazionale,2-8 Ottobre 2009.

venerdì 8 gennaio 2010

INDIA: Nati da donna.

INDIA

Continente: Asia

Capitale: Nuova Delhi

Forma di Governo: Repubblica parlamentare federale (28 stati)

Lingua/e: indo-ariana e dravidica

Valuta: Rupia (1 rupia = 0.0153 euro)

L’India insieme al Bangladesh, al Pakistan e allo Sri Lanka, ha avuto delle donne alla guida del governo, mentre ad esempio Stati Uniti e Giappone non ne hanno mai avute (e non sembra molto probabile che ciò possa accadere nell’immediato futuro). Inoltre, è agli ultimi posti della classifica nell’indice di diseguaglianza di mortalità. In molte parti del mondo le donne ricevono meno assistenza sanitaria degli uomini, e le bambine in particolare spesso ricevono molte meno cure dei loro coetanei. A causa di questa discriminazione di genere, in questi paesi il tasso di mortalità femminile supera quello maschile.

Esistono però fattori che rafforzano la posizione e la voce delle donne nelle decisioni famigliari. L’esperienza dello Stato del Kerala in India è molto istruttivo. Il Kerala si differenzia dalle altre regioni del Paese perché ha poca o nessuna discriminazione di genere nella mortalità. Le variabili causali relative ai diritti delle donne hanno probabilmente avuto un loro ruolo, perché il Kerala ha un tasso di alfabetizzazione femminile altissimo e un accesso molto maggiore delle donne a lavori rispettati e bene retribuiti. Occorre tener conto anche di altre caratteristiche del Paese: l’apertura e l’interazione con il mondo esterno e una politica militante di sinistra con uno spiccato impegno egualitario sia fra classi che fra sessi diversi. Il problema della discriminazione di genere nella vita e nella morte è stato molto discusso, ma ci sono anche altri aspetti che meritano di essere esaminati: è utile soffermarsi su quattro fenomeni che si possono osservare in Asia del Sud.

- Il problema della sottoalimentazione delle bambine rispetto ai maschi. Spesso ciò dipende dalla tendenza a trascurare la salute delle bambine, contrariamente all’attenzione di cui sono oggetti i maschi. In uno studio di A. Sen emerge dai dati di ricovero di due grandi ospedali pubblici di Bombay un’evidente gravità delle condizioni iniziale delle bambine ospedalizzate.

- Sottoalimentazione materna: il confronto dell’indice della massa corporea lo dimostra in modo piuttosto evidente e il dato è confermato dalle statistiche di una delle conseguenze tipiche: l’anemia.

- Sottopeso alla nascita: in Asia del Sud il 21% dei bambini nasce sottopeso (una percentuale altissima rispetto a qualsiasi altro grande paese del mondo). I bambini partono e rimangono svantaggiati.

- Incidenza malattie cardiovascolari. Maggiore rispetto a qualsiasi regione del Terzo mondo.

Un’ equipe medica britannica guidata da J.P. Barker ha dimostrato che il basso peso alla nascita è strettamente associato, a vari decenni di distanza, a una maggiore incidenza di numerose malattie dell’età adulta fra cui ipertensione, intolleranza al glucosio e altre patologie cardiovascolari. Questi collegamenti sono utili per illustrare una questione più generale: la disuguaglianza di genere può nuocere non solo agli interessi delle donne ma anche a quelli degli uomini. Infatti, le donne soffrono di malattie cardiovascolari meno degli uomini.

Quando le discriminazioni nei confronti delle donne riflettono il prevalere dei tradizionali valori maschilisti da cui le stesse madri non sono immuni, occorre non soltanto la libertà di azione ma anche la libertà di pensiero: la libertà di mettere in discussione e di analizzare le convinzioni ereditate. L’attività critica informata è importante per combattere le diseguaglianze di ogni natura, e quella di genere non fa eccezione.

Fonte: Amartya Sen, Frontline, India. Internazionale 21/27 Dicembre 2001.


AMARTYA SEN

Premio Nobel per l’economia nel 1998. Non esiste chi, a parer mio, meglio di lui abbia saputo dare delle sembianze umane ai spesso ripetuti operatori economici, lasciandosi alle spalle il riduzionismo economico, l’algida concezione astratta di un individuo senza storia e senza altri moventi se non l’interesse personale. È vivo in lui il tentativo di muoversi verso il raggiungimento della libertà individuale come percorso di sviluppo. Quale libertà ci sarebbe se non quella successiva allo stabilimento di un sistema basato sulle capacità individuali? È così che insieme alla sua cara discepola Martha Nussbaum, ha reso evidente l’assenza di disparità fra individui, non naturali, ma funzionali, specchiando tale assenza in un quadro reale dove ancora sono innumerevoli fenomeni di discriminazione soprattutto di genere.

Qualche esempio di discriminazione high-te
ch.

- Disuguaglianza nella mortalità. In alcune parti del mondo la disuguaglianza fra donne e uomini assume la forma brutale di alti tassi di mortalità elevati per le donne e di una conseguente prevalenza maschile sul totale della popolazione. In società con carenti pratiche discriminatorie è possibile individuare una prevalenza femminile.

- Disuguaglianza della natalità. Una preferenza per nascituri maschi si traduce oggi nella possibilità di poter scegliere il sesso di chi “meriti di venire al mondo” non ex ante ma ex post: aborto selettivo. (pratica diffusa nel Sud-est Asiatico, Singapore e Taiwan)

- Disuguaglianza nei servizi di base. L’Afghanistan è forse l’unico Paese al mondo dove il governo è stato particolarmente impegnato a sottrarre le bambine dall’istruzione;

- Ecc.

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